Museo di Saludecio e del Beato Amato

una pubblicazione in omaggio*

Il Museo è ad ingresso gratuito.
Ai possessori Romagna Visit Card 2017 verrà data in omaggio una pubblicazione*

*fino ad esaurimento scorte

Il Museo di Saludecio e del Beato Amato (questa è l’originaria e per ora immutata denominazione) è un museo di storia locale e arte sacra, principalmente legato alla figura di Santo Amato Ronconi, ed è nato nel 2001 dalla volontà della Parrocchia di San Biagio Vescovo, dal Comune di Saludecio e dalla Comunità saludecese.
Si trova in un luogo particolarmente significativo per la storia cittadina: è difatti ospitato nell'antico bastione malatestiano adiacente alla medioevale Porta Marina ed è annesso al Santuario di Santo Amato.

E’ ordinato in due sezioni principali: la prima racconta la storia di Saludecio e delle sue espressioni artistiche, mentre la seconda è dedicata a Santo Amato Ronconi, canonizzato da Papa Francesco il 23 novembre 2014; fanno inoltre parte del percorso museale anche la sacrestia e la cripta della Chiesa parrocchiale.

La storia di Saludecio è sintetizzata nel vestibolo/lapidario dall'esposizione di alcuni reperti archeologici di età romana (tra i quali si segnala l’ara dedicata al dio Silvano del I sec. d.C.) e da altro materiale lapideo appartenente ad epoche diverse (come il rilievo del "Cristo in pietà" del XVII secolo).
L’arte è invece testimoniata da una quadreria del Seicento unica per la sua elevata qualità e che allinea alcuni capolavori di Guido Cagnacci quali il naturalista “San Sisto Papa” del 1627 e “La processione del Santissimo Sacramento”, scenografica rappresentazione del 1628; di Claudio Ridolfi con la pluriepisodica “Decollazione di San Giovanni Battista” del 1620 circa; e di Giovan Francesco Nagli detto il Centino con la grande pala d'altare raffigurante “I Santi Antonio Abate e Antonio da Padova in adorazione di Gesù Bambino” della metà del XVII secolo. Le opere esposte rimandano ai rapporti artistici tra Romagna e Marche, che hanno fatto di Saludecio un’importante centro culturale e che, anche per l’apporto di celebri artisti forestieri, ha generato figure locali che si sono espresse con esempi notevoli, nella pittura, nella scultura e nell'arte incisoria -si pensi a Sante Braschi del quale sono custodite nel Museo numerose creazioni-. Sempre in questa prima sala poligonale, sono poi allestiti oggetti di suppellettile ecclesiale che raccontano della presenza di ben cinque confraternite e dei due conventi che furono soppressi sotto il dominio napoleonico.

La vita, le opere di Santo Amato Ronconi (1226-1292) e la devozione verso la sua figura, sono il tema della seconda sala. Qui sono allestiti dei dipinti che narrano dei sui miracoli e delle rare matrici e stampe che reinterpretano i medesimi temi in secoli diversi.
Si segnala quale oggetto estremamente singolare, una tavola con 12 pannelli pirografati del XV secolo, che in origine era la copertura del sarcofago in cui sono state riposte per lungo tempo le spoglie del Santo; nelle scene intagliate sono raffigurati episodi noti della vita terrena di Amato Ronconi e altri fatti non ancora decifrati ed inoltre, una suggestiva veduta di Saludecio.
Il culto verso il Santo si era diffuso già dal XIII secolo e senza interruzione è giunto a noi: lo testimoniano gli oggetti ed ex voto che i devoti hanno fatto dono al Santuario e, quasi in forma di curiosità, anche uno zucchetto di Papa Francesco.

In occasioni di mostre temporanee e al di fuori degli orari delle funzioni religiose, è visitabile su richiesta, la sacrestia e la cripta, quest'ultima è un ambiente sotterraneo neoclassico di particolare armonia, decorata con dei rilievi a stucco di Antonio Trentanove.

Complementare alla visita del Museo è quella alla settecentesca Chiesa parrocchiale di San Biagio Vescovo, dove si trovano altre opere d'arte e nella cappella a lui dedicata, il corpo incorrotto di Santo Amato Ronconi.

Indirizzo

  • Indirizzo: Piazza Santo Amato Ronconi, 1 (già Piazza Beato Amato)
  • Città: Saludecio (RN)

Contatti

  • Tel: 0541 981664
  • Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.